Santa
Corona, il suo Comitato, la sua processione, sono anche le radici
del nostro popolo, il suo riconoscersi in qualcosa che nei Canepinesi
suscita ricordi, racconti, emozioni e speranze nello stesso tempo.
A tutt'oggi registriamo il perseverare
di questa tradizione che resiste non solo al tempo ma all'evolversi
e mutare dei nostri modi di vita, all'avvento di tecnologie, scoperte
scientifiche e quant'altro interessa il genere umano. Il
vedere durante la processione la gente manifestare in vari modi ed
in atteggiamenti diversi la propria devozione alla nostra Patrona
ci fa capire che siamo di fronte non tanto ad una ricorrenza che stancamente
ed in modo solo rituale si presenta ogni anno, ma ad un evento che
coinvolge profondamente a prescindere dai propri convincimenti religiosi.
In effetti un popolo per considerarsi
tale deve avere degli elementi caratterizzanti che lo uniscono e su
cui si è tutti d'accordo: uno di essi è senza dubbio
Santa Corona. Essa rappresenta al tempo
stesso una delle fondamenta della nostra Comunità, un collante
di aggregazione efficace e capace di saldare le sue variegate componenti.
In ultimo merita un cenno l'impegno dei
vari comitati di Santa Corona che si sono susseguiti negli anni, sempre
pronti a rapportarsi con i tempi e
|
|
Un momento della processione di S. Corona.
Il
commento riportato in questa pagina è stato tratto dal calendario
di S. Corona 2000. Alcuni passaggi originali non sono stati riportati
per questioni di spazio altri sono stati leggermente variati. Il senso
delle considerazioni espresse da E. Panunzi (al tempo sindaco di Canepina)
è comunque rimasto inalterato.
|