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Spedito - 07/02/2010 : 06:04:04
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Politica, Metodo e Sostanza
In questi giorni di preparazione alle elezioni infuria la lotta per le candidature, nel centro-destra si parla apertamente, senza alcun ritegno, di distribuzione di poltrone, senza alcun riferimento a cosa accadrà realmente se vincerà l'uno o l'altro schieramento, l'uno o l'altro candidato.
Alcuni esempi significativi: Renata Polverini non risponde a Giuseppe Parroncini sul nucleare come d'altronde sul nucleare stesso non si produce in nessuna performance Ugo Sposetti, come fa Emma Bonino sull'aeroporto.
Una catena nella quale si possono inserire tanti importanti problemi a livello comprensoriale quali la crisi del distretto ceramico, il corridoio tirrenico, l'impatto ambientale della Orte-Capranica-Civitavecchia, l'assenza di un centro agroalimentare della Maremma, la cattiva politica sui Cimini ove una lobby di commercianti si è impadronita della politica di centrosinistra e la utilizza contro la natura e contro i produttori agricoli.
È molto diffusa la convinzione che la politica considerata come e un correttivo delle distorsioni economicamente e socialmente negative del mercato si sia già abbondantemente rivelata come ancor più dannosa del mercato stesso di cui non ha generalmente corretto gli effetti negativi ma li ha esaltati e distorti.
Da qui le ragioni del qualunquismo che induce addirittura le tute blu della FIOM della Lombardia e del Nord a scegliere la CGIL come referente sindacale e la Lega Nord come referente politico.
Più in generale il cittadino, anche di sinistra, si è ormai convinto che non vi sia più da parte dei suoi partiti una logica di difesa collettiva, di tutela degli interessi sociali, della rete della solidarietà formata da mutue, associazioni e cooperative, ma una discesa dei suoi rappresentanti verso la costruzione di un percorso politico individuale mediante la strumentalizzazione del partito e del suo elettorato legato da vincoli ideali e sentimentali.
Quando il PCI fece la scelta, ultimo, di ammettere manifesti, fac-simili e bigliettini elettorali personalizzati i quali diedero subito un riscontro positivo in termini di voti fu, forse, anche un passo in avanti verso la creatività e l'apporto individuale in forme nuove alla politica del partito.
Però fu veramente positivo?
Forse con quella scelta si perse in certa misura un qualche ingrediente importante del sapore del modo comunista di fare politica, di intendere la candidatura in un modo tradizionale che aveva dato ottimi risultati.
Bisogna reinventare il desiderio del rigore perduto.
Angelo Bini
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