«  Non accontentarti dell'orizzonte, cerca l'infinito.  »

[Jim Morrison]
    Oggi è : Santa Agata Canepina (VT)    - 05/02/2012 - Ora: 2.36.11
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    Gruppo Spontaneo Canepinese  
01/09/2005   Il G. S. C. si aggiudica il Phersu d'Argento 2005
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Le Commedie
La vicenda narrata è ambientata nei primi anni '70 ed è la storia di un'adozione internazionale, vissuta e vista attraverso gli occhi di due nonni canepinesi. In quegli anni già si cominciava ad avvertire la crisi del mestiere del bottaio, tradizionale occupazione di molti canepinesi. Il bottaio Cesere e sua moglie Rosina, saputo della sterilità della propria figlia a seguito della visita ginecologica, sono costretti a vivere nel momento
l'angoscia profonda per l'impossibilità a diventare nonni. La loro vita diventa un tormento, li attanaglia un dolore profondo per la certezza che per loro non ci saranno eredi. La scelta della figlia di adottare un bambino per certi aspetti giunge speciale. Ma alla fine aggiungerà dubbi ed incertezze alla penosa situazione; perplessità alimentate dalla paura e dai pregiudizi nei confronti del diverso. Per un bambino di colore, e gli interrogativi chi sarà il padre chi è la madre.
La commedia rappresenta un'altro frammento di vita canepinese e si pone cronologicamente all'indomani di quel momento, particolarmente doloroso per la comunità canepinese, costituito dal bombardamento del 1944.
La commedia vede ancora protagonista la gente del popolo abituata a subire, più che a vivere, le vicende storiche, nel senso che mai è coinvolta nelle scelte ideologiche e politiche che determinano la storia stessa.
Un cittadino, losco figuro, dai modi falsi e accattivanti, carpisce la fiducia di una famiglia Canepinese duramente segnata dalla guerra, approfittando della sua buona fede per coprire i propri traffici illeciti. L'amara scoperta dell'inganno darà vita a un sentimento di sfiducia nei confronti del genere umano. La preparazione della festa di Santa Corona, patrona di Canepina, vissuta, oltre che in senso religioso, anche come impegno nei confronti della propria comunità, avvierà un processo di rinascita sociale e affettiva che segnerà la ripresa della vita all'insegna della fiducia e della speranza.
La commedia è la rilettura in chiave brillante del periodo del boom economico che segnò l'avvio di un consumismo, molto spesso acritico, che portò a identificare il consumo con l'idea di progresso. L'oggetto cominciò a essere visto come status symbol, perchè caricato di significati che vanno oltre la funzione e, quindi, rivelatore di uno stato sociale e culturale. Se pur in chiave comica, l'opera vuole essere un invito alla riflessione su quegli anni,
attraversati da cambiamenti sociali e di costume, profondi e significativi, che segnarono il passaggio dalla civiltà rurale a quella industriale. Quei cambiamenti possono avere valenza negativa o positiva a seconda di chi li giudica. Cosi è in questa storia che vede contrapposti, in tal senso, moglie e marito e in cui gli oggetti assurgono a protagonisti in quanto origine del contendere, in modo particolare la televisione, portatrice di immagini di un mondo non sempre reale, la cui presenza cambia le abitudini, alimenta, attraverso la pubblicità, il desiderio di consumo. Ciò può anche spingere ad acquistare, senza tener conto della propria realtà economica, provocando così situazioni al limite della legalita.
Parlare del problema degli anziani, del rapporto padri figli, è rischiare di cadere nel retorico, nello scontato. Proporre un'analisi di questo problema, in chiave teatrale, alla propria comunità è rischiare anche di urtare la suscettibilità della propria gente, per le implicazioni di carattere personale che ciò comporta. Nonostante queste considerazioni, questo nuovo spettacolo, dal titolo Mèjo tardi che mmai, si avventura nell'interpretazione del problema.
La vicenda, che può collocarsi ai primi decenni del Novecento, è la storia di un padre che, ormai vecchio, avverte che i figli, a cui ha dedicato la sua vita e a cui ha risparmiato, forse per eccessivo affetto, fatica e responsabilità, sono cresciti superficiali, immaturi incapaci di affrontare il lavoro e la realtà. Cercherà di rimuovere questa situazione offrendo di dividere tra loro l'eredità anzitempo. Questo tentativo avrà come effetto l'abbandono da parte dei figli, la malattia del vecchio il e il suo sconforto. Ma l'autocommiserazione durerà poco perchè il nostro è un vecchio a cui la vita ha insegnato l'arte di arrangiarsi e anche in questo frangente riuscirà a trovare la chiave risolutiva.
La giustizia che tradisce la verità, relegando in galera un innocente, può, a volte, generare sfiducia nelle istituzioni. In casi disperati e in certi periodi storici può addirittura spingere a collocarsi fuori di esse. Questa la storia di Meco, giovane fattore, accusato dal proprio padrone di aver rubato alcuni sacchi di castagne e ingiustamente condannato. La sua reazione sarà la fuga dal carcere insieme a dei briganti. Forse il caso, o forse un intervento miracoloso, lo salverà dalla vita di macchia e punirà l'arroganza del padrone.
La vicenda si svolge negli anni che vanno dalla fine dello Stato pontificio alla costituzione dello Stato Italiano e il brigantaggio assume nella rappresentazione la connotazione che gli è propria nei racconti dei nostri nonni, in cui il brigante era visto in molti casi, come colui che si poneva ai margini della società, spinto dallo sdegno per qualche ingiustizia subita. Fa da sfondo alla vicenda la festa di Sant'Antonio Abate, con la lunga preparazione e riti tradizionali.
La Commedia E' ddiavolo fa e' bbignatti ma e' ggupierchi 'un 'i sa fa' vuole essere un brano di vita canepinese degli inizi di questo secolo, più modestamente uno spaccato sull'esistenza della povera gente, i suoi usi, i suoi costumi, i suoi drammi e anche le sue meschinità. Teressia, una povera tessitrice di canapa, decide , con l'aiuto di una comare esperta in arti occulte, o presunta tale, di far sposare sua figlia Marietta con Peppe l'Ammastone, piccolo produttore di canapa, servendosi di una " pizzetta amorosa" .
Quando tutto è pronto il Caso fa un curioso intervento. Sfondo storico di questa semplice vicenda è l'emigrazione in America intorno al 1910, anni in cui molti canepinesi, costretti da una estrema indigenza, decisero di abbandonare la propria terra, i propri affetti per un'avventura che, nella maggior parte dei casi, deluse le aspettative economiche e sociali di chi la intraprese.
Pagina in allestimento.                                  
Premi e riconoscimenti
  • Targa di benemerenza : Avis - Aido Provinciale di Viterbo - 1984
  • Lettera ufficiale d'encomio del Sindaco di Manciano (GR)- 1986)
  • Primo premio "Stanze con vista o prigione" Vallerano - 1990
  • Targa di plauso Festa dell'Unità Vallerano - 1991
  • Premio speciale I° PHERSU d'Argento Viterbo (Teatro San Leonardo) 1993 Festival Provinciale di Teatro Amatoriale
  • Primi classificati al III° PHERSU d'Argento Viterbo (Teatro San Leonardo) 1997 Festival Provinciale di Teatro Amatoriale
  • Targa di plauso Comune di Soriano nel Cimino - 2002
  • Targa di plauso Comune di Soriano nel Cimino - 2004
  • Primi classificati al XI° PHERSU d'Argento (Teatro San Francesco - Bolsena) 2005 Festival Provinciale di Teatro Amatoriale
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