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Santa Corona |
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Il Comitato |
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La Festa |
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Comunicare |
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Le notizie del XV secolo si chiudono
con la pestilenza e la successiva carestia che funestò Canepina;
inoltre il paese ebbe a soffrire anche i danni causati dall'esercito
degli Orsini che vi transitò.
Nel 1507 scoppiò una grande contesa tra Soriano, da una parte
e Viterbo e Canepina, dall'altra, per i confini dei rispettivi territorio;
poi anche per l'intervento di un intermediario inviato da Giulio
II, tali confini vennero situati al Guado dell'Oriolo, distante
due miglia sia da Canepina che da Soriano. Durante la Sede Vacante,
per la morte di Adriano VI, i fuorusciti di parte gattesca sia di
Viterbo come di Canepina, cercarono di sollevare le popolazioni
del paese, per poter riacquistare l'indipendenza da Viterbo; ma
tutto fu vano, in quanto Clemente VII, successore di Adriano VI
con la scusa di sottrarla alle discordie delle fazioni, la sottopose
al governo del cardinale Salviati, che la fece amministrare da suoi
commissari.
Dopo il sacco di Roma del 1527, fu, dagli imperiali, sottratta
al governo pontifìcio e costretta a pagare una taglia a Ottaviano
Spinti. Da un testamento del 1529, sappiamo che Giovan Paolo di
Anguillara riuscì a recuperarla in favore della Chiesa e così si
ritornò ai vecchi patti con i viterbesi.
Con l'elezione di Paolo III fu, il 2 aprile del 1544, annessa al
ducato di Castro, del quale seguì le sorti, anche se continuarono
i dissidi con il comune di Viterbo che voleva, e spesso ci riusciva,
venissero applicati gli antichi patti. Dopo la caduta del ducato
farnesiano, con la distruzione totale della sua capitale, Castro,
Canepina, nel 1649, venne incorporata, con tutto il territorio dell'ex
ducato, alla Camera Apostolica e perciò fu tolto a Viterbo ogni
diritto su di essa; seguì le sorti dello Stato Pontificio e della
diocesi di Orte - Civita Castellana.
Alla fine del 1600, gli abitanti di Canepina, che era stata divisa
in due parrocchie, erano 3119; la parrocchia della Collegiata contava
2502 abitanti e quella di S. Michele Arcangelo ne contava 617.
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Nella visita
pastorale del 1687, il vescovo Mons. Leoncilli si accorse
che nelle sacre funzioni mancava una corale decente. Chiamati
allora i rappresentanti di tutte le confraternite del paese,
ordinò loro di istituire una scuola musicale con un bravo
maestro, al cui mantenimento avrebbero dovuto partecipare
secondo la seguente ripartizione delle spese:
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Confraternita
del S.S. Sacramento 6 scudi, Confraternita del Gonfalone 6
scudi, Confraternita del S.S. Rosario 6 scudi, Confraternita
di S. Maria del Pianto 6 scudi, Confraternita della Misericordia
3 scudi, Ospedale di S. Sebastiano 6 scudi, Amministrazione
Comunale di Canepina 12 scudi.
Durante il periodo napoleonico, Canepina subì l'occupazione dell'esercito
francese; per tutta la durata dell'occupazione, i canepinesi dimostrarono
il loro attaccamento alla Chiesa in molte maniere. Curioso è un
aneddoto accaduto in questo periodo, riportato dal Santini: II papa
Pio VI, preso prigioniero dai francesi, nell'inverno del 1799 attraversò
Canepina nel suo viaggio verso la Francia. Arrivato a Viterbo, un
soldato di Napoleone, rischiando la vita, gli si avvicinò per rendergli
omaggio e baciargli la mano. Era un canonico di Canepina, travestito
da militare. Successivamente, i dodici canonici con il vicario foraneo
si rifiutarono di giurare fedeltà all'Imperatore francese e per
questo furono condotti prigionieri al forte piemontese di Fenestrelle.
Negli stessi giorni, racconta il Santini, tredici soldati francesi
furono trovati cadaveri sulla scalinata della Collegiata. Dopo quest'atto
di violenza, la gente non accettò il sacerdote imposto dai francesi
e disertò tutte le funzioni celebrate dal "prete giurato", fatto
venire da Vignanello.
Nel giugno del 1814, subito dopo il ritorno dalla Francia di Pio
VII, che nel suo viaggio era passato da Canepina, il Papa ricevette
in udienza privata una rappresentanza del clero e della comunità
del paese, al quale concesse alcuni importanti privilegi. Anche
il papa Gregorio XVI, ritornando a Roma, nel 1851, passò attraverso
il territorio di Canepina. Interessante quanto scrive il cav. Sabatucci,
riportato dal Moroni :
"Partito la mattina del 5 [ottobre] da Viterbo alle
ore 8 antimeridiane per tornare a Roma, alla sommità del
monte Cimino, precisamente al luogo detto l'Imposta, si
offrì [ al papa ] piacevole spettacolo, poiché dopo un tratto
non breve di strada fiancheggiato da verdura e da pilastri
ornati di busti in marmo, grandeggiava un arco trionfale
adorno di figure esprimenti le Virtù Cardinali. E v'era
insieme un aggregato di parecchie sale, il cui concetto
andava di pari passo colla magnifica e ricca sua esecuzione.
Gregorio XVI giunto colà si degnò di scendere; e fra concerti
di scelta musica e d'inni di felicitazione entrato nella
prossima pubblica chiesa all'uopo addobbata, e nella quale
si erano trovati ad attenderlo il cardinal Pianetti vescovo
di Viterbo e Toscanella e il cardinal Brignole, vi stette
orando alcun poco, e quindi riuscendo sopra una loggia già
preparata, compartì al gran popolo ivi convocato la papale
benedizione".
Per intervento del cav. Agostino Rem-Picci, il papa Pio IX, il
3 giugno del 1859, tolse Canepina alla diocesi di Orte e Civita
Castellana e la aggregò a quella di Viterbo che la prese effettivamente
in consegna il 3 dicembre del 1872, quando il vescovo Card. Serafini,
nella sua visita pastorale alla diocesi, vi si recò ottenendo, dal
capitolo di S. Angelo di Viterbo, per la sua Chiesa Collegiata parte
della reliquia di S. Corona.
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Notizie storiche tratte
dal libro di Gianfranco Ciprini "Canepina: frammenti di storia
e testimonianze di fede
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